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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
MessaggioInviato: mar 14 gen 2014, 18:26 
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Dakar, Tappa 9, Moto: Coma consolida la leadership

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Il primo arrivo sul mare ha caratterizzato la nona tappa della Dakar 2014, che prevedeva una speciale da ben 422 km tra Calama ed Iquique, in Cile, quasi tutti a base di deserto e di navigazione. Tra le moto sono stati i soliti noti a fare da padroni, con Marc Coma che ha ottenuto la sua seconda vittoria di tappa in questa 36esima edizione, consolidando la sua leadership nella classifica generale.

Il pilota della KTM ha completato il tratto cronometrato con un tempo di 4.49'05", precedendo proprio il suo diretto inseguitore Joan Barreda Bort, che ha chiuso distanziato di 1'41". Questo vuol dire che il pilota della Honda, incappato anche in una penalità di mezzo minuto, ora segue il connazionale con un ritardo di 40'19".

Dietro di loro, nonostante abbia perso oltre dieci minuti anche oggi, si potrebbe dire che anche Jordi Viladoms ha consolidato la sua terza posizione, anche se non è stato esattamente merito suo. Il rivale Alain Duclos è partito questa mattina con una spalla malconcia, inoltre la sua Sherco ha patito un pesante problema meccanico, che lo ha costretto ad una lunga riparazione e per ora non si è visto al traguardo: basta pensare che al WP6 era staccato di quasi 2 ore!

Inoltre anche Jeremias Israel Esquerre non ha brillato particolarmente e quindi ora Viladoms ha quasi mezzora di margine sul pilota della Speedbrain, con Duclos che invece ormai sembra tagliato fuori dalla lotta per le posizioni che contano, anche se bisognerà attendere di verificare il suo tempo finale.

Attenzione però anche ad Olivier Pain che ora è a soli nove minuti dal cileno che lo precede, ma soprattutto all'altra Yamaha di Cyril Despres: il vincitore della scorsa edizione si è piazzato terzo anche nella tappa di ieri ed ora è a soli 13 minuti dalla top five.

Merita di essere segnalata, infine, la grande prova di Laia Sanz, che ha piazzato la sua Honda nella top ten di giornata. La ragazza spagnola, dopo i tanti trionfi nel trial nell'enduro, si sta rivelando davvero una bella sorpresa anche alla Dakar.

di Matteo Nugnes

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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
MessaggioInviato: mar 14 gen 2014, 22:22 
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Dakar 2014, Tappa 9, Auto: Peterhansel top, Sainz flop

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Un big gioisce ed un altro si dispera: è questo il succo della nona tappa della Dakar 2014, quella che conduceva da Calama alla spiaggia di Iquique, per quanto riguarda le auto. Gli oltre 400 km di speciale, quasi tutti di deserto, hanno dato almeno un paio di scossoni importanti alla classifica generale.

Il primo è senza ombra di dubbio quello regalato dal vincitore di giornata Stephane Peterhansel: il vincitore delle ultime due edizioni della Dakar ha piazzato la sua terza zampata in nove giorni ed ha praticamente azzerato il ritardo che aveva accumulato con le sei forature della terza tappa. Il pilota della Mini ha recuperato altri 11'36" nei confronti del compagno di squadra Nani Roma ed ora lo segue solamente di 12'10" nella generale.

L'altra notizia di giornata è l'enorme ritardo accumulato da Carlos Sainz, che molto probabilmente metterà definitivamente la parola fine ai sogni di gloria del "Matador". E dire che la giornata era iniziata bene per lo spagnolo, che nei primi cento chilometri aveva dettato il passo. Al km 195 però il suo Buggy SMG si è fermato per un problema tecnico, probabilmente al telaio o alle sospensioni.

Dopo aver tentato una riparazione, Sainz si è arreso all'idea di ripartire per raggiungere il bivacco ad un passo moderato. Dunque, ha chiuso la tappa con un gap di circa un paio d'ore su Peterhansel e in questo modo è scivolato all'ottavo posto nella classifica generale, distanziato di quasi tre ore e mezza.

Detto dei primi due, si fa molto calda anche la battaglia per il gradino più basso del podio: la terza posizione è ripassata nelle mani di Orlando Terranova, che è riuscito a scavalcare la Toyota di Giniel De Villiers. Tra i due però si è inserito anche Nasser Al-Attiyah, oggi secondo, che quindi ha composto un bel poker di Mini in vetta alla classifica. Questo terzetto ora viaggia tutto racchiuso nello spazio di poco più di cinque minuti (tutti a poco meno di un'ora dal leader), quindi c'è da scommettere che ne vedremo delle belle da qui all'arrivo di Valparaiso.

DAKAR 2014, Nona Tappa, 14/01/2014
Classifica generale Auto (primi dieci)
1. Roma/Perin - Mini - 34.15'37"
2. Peterhansel/Cottret - Mini - +12'10"
3. Terranova/Fiuza - Mini - +54'33"
4. Al-Attiyah/Cruz - Mini - +59'46"
5. De Villiers/Von Zitzewitz - Toyota - +59'46"
6. Holowczyc/Zhiltsov - Mini - +3.00'03"
7. Dabrowski/Czachor - Toyota - +3.20'47"
8. Sainz/Gottschalk - Buggy SMG - +3.28'27"
9. Lavielle/Garcin - Haval - +3.56'56"
10. Malysz/Marton - Toyota - +3.57'32"

di Matteo Nugnes

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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
MessaggioInviato: mar 14 gen 2014, 22:24 
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Dakar, Tappa 9, Camion: Karginov è una minaccia

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Andrey Karginov è un rullo compressore: il russo ha vinto la terza speciale della Dakar 2014 e rosicchia con il camion Kamaz buona parte del vantaggio che Gerard De Rooy sperava di conservare in una tappa di dune e di sabbia come la Calama - Iquique che, almeno sulla carta, doveva adattarsi alle caratteristiche dell'Iveco Powerstar dell'olandese.

Tutte le previsioni del leader della classifica assoluta sono naufragate su una duna: "Ci siamo piantati - ammette Gerard, insolitamente nervoso - abbiamo capito in fretta che non era la nostra giornata: ci siamo insabbiati in discesa, ma sotto c'era una roccia e così abbiamo urtato pesantemente con il muso. Non abbiamo più potuto prendere un buon passo, mentre il Kamaz volava. Non pensavo che avrebbe guadagnato 19 minuti, ora il mio margine si è assotigliato...".

Andrey Karginov è da qualche giorno che ha rotto gli indugi e va all'attacco senza preoccuparsi dell'affidabilità del suo Kamaz che sembra indistruttibile: il russo ha completato la speciale in perfetta solitudine chiudendo in 4.58'09". Il pilota del team Red Bull è convintissimo di sgretolare le certezze di De Rooy che comanda la corsa dalla seconda giornata.

"Karginov sta andando fortissimo - prosegue De Rooy - ma anche domani la tappa si dovrebbe adattare al Kamaz. Mi sono rimasti solo 13 minuti di vantaggio, ma non voglio prendere i rischi che corre Andrey in ogni momento. La mia strategia non la cambierò, ma andrò avanti come sempre: i russi non riusciranno a farmi perdere la bussola...".

Il ruolo del portacolori del team Petronas De Rooy non è facile, perché si sente circondato dai Kamaz: alle spalle dell'Iveco Powerstar si sono inseriti i soliti Nikolaev e Sotnikov che hanno concluso separati di un... secondo dopo 422 km di prova speciale! Questo è il segno più evidente di come lo squadrone russo sta interpretando la seconda settimana della Dakar.

Al quinto posto della tappa, m anche della graduatoria generale, si stabilizza Ales Loprais con il Tatra: il ceco può ancora ambire ad un posto da podio se saprà trovare una giornata di gloria, anche se contro questi Kamaz sembra che ci sia ben poco da fare, perché hanno dominato anche sulla sabbia che non è certo il loro terreno ideale.

DAKAR 2014, Nona tappa, 14/01/2014

Classifica generale Camion (primi dieci)

1. De Rooy/Colsoul/Rodenwald – Iveco Torpedo – in 36.37’45”
2. Karginov/Mokeev/Devyatkin –Kamaz - +13’28”
3. Nikolaev/Yakovlev/Rybakov – Kamaz - +1.21’41”
4. Sotnikov/Mizyukaev/Pustjovski – Kamaz - +1’23”26”
5. Loprais/Bruynkens/Pustejovsky – Tatra - +1’33”07”
6. Stacey/Ruf/Der Kinderen – Iveco Trakker Evo 3 – 3.14’15”
7. Van Vliet/Pronk/Klein – Man – +3.38’42”
8. Shibalov/Amatych/Khisamiev – Kamaz – +3.40’51”
9. Kuipers/Torrallordona/Van Der Vaet – Man – 3.47’37”
10. Van Der Brink/Willemsen/Veenvliet – Ginaf - +4.54’57”

di Franco Nugnes

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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
MessaggioInviato: mar 14 gen 2014, 22:45 
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Dakar: Ceci ancora dolorante, ma vicino alla top 20

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Paolo Ceci (Speedbrain) è ancora sofferente per la sua mano destra, ma il peggio sembra essere passato. Oggi è arrivato al bivacco di Iquique, a pochi passi dall'Oceano, con la diciannovesima posizione nella nona tappa della Dakar 2014, ieri invece le cose erano andato un po' peggio per lui.

"Non so bene cosa avessi ieri mattina. Sono partito stanco, non stavo neanche troppo bene e quindi ho fatto un'andatura più lenta". Parla della seconda parte della tappa marathon, quella che ha portato i piloti fuori dalla Bolivia, verso il Cile. "Dopo il rifornimento mi sono ripreso. Ho mangiato qualcosa e ho accelerato un po' il ritmo, ma decisamente non era la mia giornata".

Oggi invece, da Calama a Iquique le cose sono andate decisamente meglio. "Stamattina sono partito bene e la speciale mi è piaciuta fin da subito. Non era facile, ma era divertente. All'inizio c'erano tantissime pietre, ma davvero tantissime, e bisognava fare molta attenzione. Davanti mi partivano diversi piloti, ma li ho ripresi e ho fatto la mia gara, senza rischiare, cercando di non sforzare troppo la mano che ancora mi fa un po' male. Poi è iniziato il tratto brutto, quello che avevano annunciato al briefing, fra il chilometro 124 e il 160, ed in effetti era pericoloso. Non brutto per le pietre, ma semplicemente ogni tanto nel terreno si aprivano dei crepacci molto profondi e dovevi aggirarli, a volte facendo anche più di 500 metri per ritornare sulla pista giusta. Poi intorno al chilometro 200 è iniziato un lungo rettilineo sabbioso, tutto fatto di whoops. Su e giù per cento chilometri quasi, vedendo da lontano la polvere degli altri, noioso ed estenuante, con tutte queste dunette corte, ed anche stancante perchè non riuscivi a prendere un ritmo. Poi a circa 80 km dalla fine della speciale (che oggi arriva direttamente al bivacco) sono cominciate le dune, dapprima di terra e sabbia, di quella che solleva la polvere bianca, e poi a 40 chilometri da qui le dune vere e proprie, quelle che piacciono a me".

Una bella traversata nel deserto di dune, fino al bivacco di Iquique e la discesa, lunga 3 chilometri, ripida ma suggestiva. "Se devo essere sincero - conclude Paolo Ceci - a me non è piaciuta moltissimo rispetto alle altre che ci avevano fatto fare negli anni precedenti. Non era poi così ripida come sembra da sotto, a chi la guarda, mentre la vecchia di tre anni fa era molto più spettacolare e divertente". Si massaggia la mano mentre parla, è meno gonfia rispetto alla sera dopo l'incidente con il quad, ma il dolore non è ancora passato. Al momento è 22° in classifica assoluta moto, ma nei prossimi giorni ha qualche possibilità di migliorarsi visto che gli avversari che lo precedono non sono poi così lontani dal pilota di Modena.

di Elisabetta Caracciolo

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MessaggioInviato: mar 14 gen 2014, 22:49 
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Dakar: Viglio e il pieno regalato dai tifosi boliviani

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Stamattina prima di lasciare il bivacco di Calama, Luca Viglio si preparava con calma, sapendo che partiva nelle ultime posizioni della starting list e intanto raccontava qualche aneddoto della giornata precedente in Bolivia.

"Sono arrivato al rifornimento in città ieri e tutta la gente è venuta vicino a me per salutarmi e per farsi le fotografie (è un rituale classico qui in Sud America). Mi hanno chiesto da dove venivo, come mi chiamavo, e tantissime altre domande, e io ho risposto a tutte, sottoponendomi a tutte le fotografie in compagnia di parenti ed amici. Una volta riempiti i serbatoi sono andato dal benzinaio per pagare e lui mi ha risposto. Non mi devi niente, pagano loro per te".

Un momento emozionante con il pubblico che per ringraziarlo della disponibilità lo omaggiava del pieno di benzina. "Ho messo in moto salutando tutti e urlando insieme a loro “viva Bolivia!” e la folla è letteralmente esplosa".

Ma non è tutto. Visti i problemi del suo motore e del cambio durante il trasferimento in più di qualche occasione negli ultimi due giorni Luca Viglio si era fermato per riprender fiato, per riposarsi. In una di queste soste era particolarmente scoraggiato, tanto stanco e un po' demoralizzato. Era appoggiato al manubrio della sua Beta e una signora gli ha delicatamente battuto su una spalla. Lui ha alzato la testa e ha visto questa signora boliviana, accanto a lui, con un sorriso. Da una tasca ha tirato fuori una bandiera boliviana, piccolina, non più di 50 cm e gliel'ha regalata, senza dir nulla.

"Questo gesto così semplice e nello stesso tempo così pieno di significati mi ha ricaricato all'istante. Avrei voluto abbracciarla e baciarla, ed invece ho rimesso in moto e sono ripartito sul trasferimento, con le batterie completamente ricaricate".

di Elisabetta Caracciolo

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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
MessaggioInviato: mer 15 gen 2014, 7:41 
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Povero Carletto, sempre assistito dalla sfiga il cui emblema sta nel ritiro a 100 metri dal traguardo con la Toyota Corolla quando correva nel WRC!
Ma resta un Grande!
@ camion: vedi che sponsor ha Kamaz e capisci tutto, Red Bull ti mette le ali.


Sempre forza McLaren!
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http://www.worldcarfans.com/108121715640/peugeot-denies-honda-buyout-reports
Alain Prost a proposito della Ferrari: - Mi sembra di guidare un TIR - Mitico Professore! ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Tutto Dakar 2014
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Dakar: il team Petronas De Rooy non si arrende

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È stata una giornata no per Gerard De Rooy. Quando arriva al bivacco di Iquique l'Iveco Powerstar di Gerard è danneggiato sul musone, sfondato in parte e sicuramente ci sono dei danni ai ponti, visto che i meccanici immediatamente hanno iniziato a ispezionare la parte bassa del camion.

L’olandese è nervoso e allo stesso tempo scoraggiato: ha perso in un solo giorno 19 preziosi minuti del suo vantaggio sul Kamaz di Andrey Karginov...
“E' stata una giornata davvero dura. Abbiamo avuto dei problemi fin dall'inizio e ce li siamo portati dietro per tutto il giorno. È stata una speciale impegnativa per noi e per il nostro camion. Attaccare era quasi impossibile… Siamo andati al nostro passo, anche perché non abbiamo incontrato nessuno, finché non abbiamo sofferto un po' per la polvere dei veicoli che ci precedevano”.

Ma al musone del Powerstar cosa è accaduto?
”Quando siamo entrati nelle dune ci siamo insabbiati. Dopo una duna in discesa ce n’era subito una salita abbastanza ripida: abbiamo dato gas per scendere velocemente e prendere la rincorsa per la successiva ma, quando siamo arrivati in fondo, abbiamo sbattuto il muso: la sabbia era troppo soffice e sotto c'erano delle rocce, proprio al principio della salita. Non siamo neanche scesi a controllare se avevamo fatto danni, perché non potevamo perdere troppo tempo. Abbiamo lasciato 19 minuti al Kamaz e sono decisamente troppi: Karginov ha spinto come un… diavolo e ha recuperato molto: gli faccio i complimenti”.

Gerard De Rooy amministra un vantaggio di soli 13 minuti con l’Iveco del team Petronas De Rooy: sono proprio pochi per stare tranquilli, visto che mancano ancora quattro giorni alla fine della gara e sono in programma delle tappe per nulla facili. Mentre l’olandese cerca di sbollire la delusione, Tom Colsoul inizia lo studio della tappa di domani, mentre Darek Rodewald, il giovane meccanico olandese cerca di fare subito la stima dei danni per organizzare le riparazioni del Powerstar Torpedo.

Darek è il terzo dell’equipaggio, pronto a intervenire, in caso di rottura o di guasto. Trascorre tutta la sua giornata sul camion tenendo sotto controllo la strumentazione:
“La mia missione è chiara - spiega timidamente Darek, che non è abituato alle interviste, per cui pare agitato per questa prima volta – devo tenere d'occhio la pressione delle gomme e controllare tutte le spie e la strumentazione affinché i valori siano quelli giusti e non ci siano aumenti nelle temperature”.

E poi ci svela un particolare interessante…
“Abbiamo una telecamera montata sotto al camion che controlla il telaio. Io la guardo tutto il giorno: analizzo le immagini che ci mostra e in questo modo so se va tutto bene”.

In questa Dakar c’è parecchio da lavorare: non è troppo dura?
“In realtà è la più dura che io abbia fatto in questi anni. E intendo proprio la gara, non per i lavori sul camion. Il percorso è davvero pesante, lo scorso anno non era così. Questa è una vera Dakar, con speciali lunghe e in alcuni giorni il caldo è stato davvero insopportabile. Stiamo in camion per molte ore e questo è molto faticoso”.

Durante l'anno lavori per De Rooy?
“Sì, lavoro nell’azienda di De Rooy, così come altri meccanici presenti qui alla Dakar. Ho costruito io questo camion, insieme a un'altra equipe che è qui al bivacco. E ci siamo occupati anche dei test e dello sviluppo”.

Prima della Dakar siete sottoposti ad una preparazione speciale? Fate dei test appositi per essere pronti in qualsiasi evenienza?
“Costruire questo camion di persona è senza dubbio la migliore esperienza che potessi mai fare sul mezzo. Lo conosco pezzo per pezzo: non c’è cosa migliore”.

Ma provate la sostituzione dei pezzi che si possono sostituire in gara? Per una gomma forata quanto ci mettere a cambiarla?
“Cero che li facciamo! – Darek sorride... – saliamo sul camion, vestiti da gara e facciamo la prova per vedere più o meno quanto impieghiamo a cambiare una ruota. Non ce la caviamo male: a casa abbiamo impiegato in tutto 10 minuti”.

Fino a oggi era andata bene, grazie alla guida attenta di Gerard…
“Domani sarà tutto in ordine, siamo preparati a tutto. Ogni sera al bivacco facciamo un check del mezzo e controlliamo ogni minimo particolare, per essere sicuri di non avere sorprese il giorno dopo in speciale”.

Dopo una tappa dura come quella di oggi c’è giusto il tempo per mezz'oretta di relax e poi inizia il lavoro con la tuta da meccanico sull'Iveco Powerstar?
“Eh sì, posso riposarmi un po' dalla tappa e poi mi metto al lavoro. Controllo con i miei colleghi ogni dettaglio, mi assicuro che sia tutto a posto per il giorno dopo”.

Ad una certa ora bisognerà riposare per essere in forma il giorno dopo?
“Certo, mi fermo quando sono sicuro che sarà tutto in ordine. Cerco di dormire almeno 4 o 5 ore ogni notte, perché davvero ne ho bisogno…”.

Andrey Karginov è avvisato: nel team Petronas De Rooy sono pronti alla battaglia. La giornata nera dovrebbe essere alle spalle: da Iquique inizia la riscossa dell’Iveco. E Darek Rodewald è pronto a scommetterci…


di Elisabetta Caracciolo

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Dakar: David Casteu non si arrende alla clavicola rotta

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David Casteu non molla. Oggi ha finito la nona tappa della Dakar 2014 in 16esima posizione e quando è arrivato al bivacco era felicissimo. Abbraccia la sua fidanzata e ai suoi meccanici dice: "Ne abbiamo finita un'altra".

Va avanti così, giorno dopo giorno, cercando di arrivare fino in fondo, anche se non è facile. La clavicola rotta lo fa soffrire ma quando è in speciale l'adrenalina fa la differenza e riesce a sopportare il dolore: "Oggi era una bella speciale, ma la prima parte, tutta sassosa, non è stata facile. Ogni botta che prendo mi rimbomba su tutto il corpo, partendo dalla clavicola che sento pulsare. L'osso si muove, ma io sto attento, giro con i cerotti che me la tengono fissa e così riesco a cavarmela".

Nelle dune, gli ultimi 40 chilometri della speciale di oggi, non ha sofferto: "A me le dune piacciono e quindi me la sono cavata egregiamente, navigando molto perchè non era facile. C'erano tantissime tracce, lasciate dai veicoli degli abitanti del posto e del pubblico che era venuto a piazzarsi in prova speciale per vederci passare e non bisognava farsi ingannare. Sono rimasto concentrato e ho fatto la mia strada, senza sbagliare nulla e così sono qui".

Nella classifica generale ora ha recuperato la decima posizione che è un po' il suo obiettivo. Finire entro i primi dieci con la KTM semi ufficiale è quello che si propone, ma non sarà per niente facile perchè i distacchi dei suoi inseguitori sono minimi.

Foto: DPPI

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Peterhansel e Roma: quando la lotta è tra amici

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Silenziosamente si avvicina. Stephane Peterhansel ha recuperato oggi ben11 minuti su Nani Roma ed ora i due alfieri della Mini X Raid sono separati in classifica da soli 12 minuti. Negli ultimi giorni Stephane è stato attento a non sbagliare nulla, a cominciare dalla navigazione che nella parte finale delle dune non era semplice viste le tantissime tracce lasciate dal pubblico accorso come sempre numeroso a vedere la speciale.

L'11 volte vincitore della Dakar sa che non ha nessun margine di errore. Aspetta le dune, e le ultime speciali per sferrare l'attacco al suo miglior amico della Dakar. "Il team è omogeneo – racconta "Peter" – anche le sessioni di allenamento invernale che abbiamo fatto in Lussemburgo, a dicembre, sono servite proprio a questo, ma non posso nascondere che il mio migliore amico all'interno del team è proprio Nani Roma".

I due fanno coppia fissa, legati anche dal loro passato di motociclisti. Mangiano insieme, trascorrono la maggior parte del loro tempo insieme quando sono al bivacco, ascoltano anche la stessa musica. "Ci siamo organizzati con Nani anche sulla musica da ascoltare a fine giornata, per rilassarci. Già dallo scorso anno dividiamo lo stesso motorhome perchè appunto, andiamo molto d'accordo ed allora alla sera ci siamo organizzati con delle casse Bose e abbiamo una bella playlist. Non dico che abbiamo gli stessi gusti però sicuramente abbiamo un repertorio molto vasto, compresa qualche canzone francese perchè Nani parla bene il francese ed apprezza anche le canzoni. In compenso io ascolto quelle spagnole che si porta dietro lui e poi ascoltiamo un po' ogni genere, e di ogni provenienza".


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Dakar 2014: colpo di scena, Carlos Sainz si ritira!

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Ieri ha perso quasi due ore per la rottura di una sospensione, ma il peggio doveva ancora venire per Carlos Sainz in questa Dakar 2014. Dopo essere stato tra i migliori nel primo tratto cronometrato della decima tappa, il pilota spagnolo è clamorosamente incappato in un incidente durante il tratto di neutralizzazione, che lo ha costretto ad alzare definitivamente bandiera bianca.

Il due volte iridato rally si stava apprestando ad andare a fare rifornimento, quando si è scontato con un altro mezzo. L'impatto è stato molto violento ed il suo Buggy SMG è finito letteralmente distrutto. Carlos ed il suo navigatore sono usciti autonomamente dal mezzo, ma sono stati recuperati dal mezzo di soccorso medico, perchè il pilota iberico era leggermente ferito.

Ci ha pensato comunque lo stesso Sainz a rassicurare tutti i suoi supporter, dando un aggiornamento sulle sue condizioni su Twitter: "Stiamo bene. Solo un piccolo taglio ed un forte colpo" ha postato. La certezza comunque è che anche per quest'anno la sua rincorsa alla seconda affermazione alla Dakar è finita...


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Dakar 2014: decima tappa divisa in due tronconi

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Decima tappa da Iquique ad Antofagasta

Uguale per tutti con 688 chilometri complessivi: 53 km di trasferimento + 231 km PS + 185 km neutralizzazione in trasferimento + 215 km PS + 5 km di trasferimento.

La prima moto parte alle 6,10 e la prima auto alle 8,03. La speciale è tagliata in due con una neutralizzazione nel mezzo di 185 chilometri. La prima parte è tutta di sabbia, e passa in parte sulle tracce della speciale di ieri quindi bisogna fare grossa attenzione alla navigazione. Il secondo tratto di speciale è caratterizzata dal fesh fesh, attraversando le piste che portano alle miniere cilene.


di Elisabetta Caracciolo

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Dakar, Tappa 10, Moto: Barreda Bort non si arrende

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Joan Barreda Bort non ne vuole assolutamente sapere di arrendersi. Nonostante la penalità di 15 minuti ricevuta ieri insieme agli altri riguadagnati su di lui da Marc Coma, oggi il pilota della Honda è partito di gran carriera per la decima tappa della Dakar 2014, da Iquique ad Antofagasta, ed ha centrato la sua quarta affermazione di giornata in questa edizione, chiudendo i due tratti cronometrati con un tempo di 4.42'00" e precedendo così di 8 minuti il compagno di squadra Helder Rodrigues.

Sfortunatamente per lui, però, anche oggi il leader Marc Coma è stato bravissimo a tenersi lontano dai guai ed ha limitato i danni, pagando solamente 11'26" e chiudendo la tappa con la quinta prestazione. Questo vuol dire che il vantaggio del pilota della KTM nella classifica generale resta di 44'10". Un margine di tutto rispetto, anche se all'appello mancano ancora tre tappe prima dell'arrivo a Valparaiso.

Tra gli uomini di classifica, oggi purtroppo bisogna registrare il forfait di Jeremias Israel Esquerre, costretto al ritiro per un incidente avvenuto al km 114, nel quale è rimasto anche lievemente ferito. Inizialmente per il pilota della Speedbrain si parlava di una collisione con l'auto di uno spettatore, ma poi è stato chiarito che è in realtà è stata una roccia a farlo finire ruote all'aria.

Il ko di Israel Esquerre comunque non ha reso le cose più facili a Jordi Viladoms per quanto riguarda la difesa della sua terza posizione. Il portacolori della KTM ha pagato quasi 20 minuti anche nella decima tappa ed ha visto salire il suo ritardo nella generale a 2.02'03". La lotta per il gradino più basso del podio quindi si è allargata e non poco, con i piloti fino alla settima posizione compresi tutti nello spazio di 27'12".

In quarta è salito Olivier Pain con la Yamaha, ma è stato importante anche il passo avanti di Rodrigues, ora quinto a meno di 20 minuti da Viladoms. A farsi sempre più minaccioso però è Cyril Despres, terzo anche nella speciale odierna. Il francese della Yamaha ha recuperato altre due posizioni: oltre a quella su Israel Esquerre, è riuscito a scavalcare pure Kuba Przygonski e quindi è sesto a 26'24" dal podio.

Peccato, infine, per Laia Sanz, attardata da un problema tecnico patito dalla sua Honda: una vera disdetta per la ragazza spagnola, che viaggiava ad un soffio dalla top 15 nella classifica generale.

DAKAR 2014, Decima Tappa, 15/01/2014
Classifica generale Moto (primi dieci)
1. Marc Coma - KTM - 41.48'33"
2. Joan Barreda Bort - Honda - +44'10"
3. Jordi Viladoms - KTM - +2.02'03"
4. Olivier Pain - Yamaha - +2.16'12"
5. Helder Rodrigues - Honda - +2.21'16"
6. Cyril Despres - Yamaha - +2.28'27"
7. Kuba Przygonski - KTM - +2.29'15"
8. Daniel Gouet - Honda - +3.05'54"
9. Stefan Svitko - KTM - +3.33'07"
10. David Casteu - KTM - +3.41'54"

di Matteo Nugnes

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Yannick Guyomarc'h e la Dakar vissuta in solitaria

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Yannick Guyomarc'h è uno dei personaggi di questa Dakar 2014. Ha il numero 118 sulla sua Yamaha ed è completamente solo. Non ha assistenza, non ha un camion, un furgone, una macchina che si occupino di lui. Viaggia solo e si assiste da solo. Al seguito ha due casse – caricate sul camion casse dell'organizzazione – e due pneumatici.

Va in moto da quando aveva 12 anni, è la sua passione, insieme al rugby, che ha giocato a livello amatoriale ma che ora pratica suo figlio. Per lui si tratta della nona Dakar e ne ha finite tre sulle otto già affrontate negli anni passati. "Ma in due occasioni ho rotto la moto al penultimo giorno", dice. Tre le ha corse in Africa e sei, contando anche quella che si sta svolgendo attualmente, in Sud America, quindi praticamente tutte quelle organizzate dal 2009 ad oggi.

"Arrivare in fondo è la cosa più importante, soprattutto quando sei completamente solo. E' l'unico obiettivo. Certo, potendo si potrebbe pensare ad ottenere un bel risultato, ma quando sei solo quello che conta è arrivare in fondo". Già, il risultato: "" e sorride tristemente.

Correre da soli, senza assistenza, è una scelta?
"Sì, è assolutamente una scelta. All'inizio no, alla mia prima Dakar non avevo abbastanza soldi e quindi l'unica possibilità per partire era venire da solo, stando molto attento a tutto quello che spendevo. Nel 2007 l'ho finita, senza assistenza ed una volta che la finisci, da solo, senza l'aiuto di nessuno è un qualcosa in più...Non torni più indietro".

Poi ripensa all'amico perso pochi giorni fa, "privatone" come lui, Eric Palante...
"Eric lo diceva sempre, è quel qualcosa in più che gli altri non possono capire, ed è vero".

Però ci sono gli aspetti positivi e quelli negativi...
"Certo, è molto più dura, direi quasi al limite umano. E lo è ancora di più adesso, perchè la Dakar va veloce, la selezione dei piloti ogni anno aumenta e per questo ci sono piloti sempre più rapidi, e la Dakar va avanti, progredisce".

L'anno scorso c'eri, come ti è sembrata quella gara?
"C'ero ma ho rotto la moto il terzo giorno. E' stato incredibile, ho sofferto davvero tantissimo perchè era una cosa che non mi era mai accaduta prima. Mi è sembrato quasi di non aver neanche vissuto la Dakar. In tutte le altre edizioni, anche in quelle in cui avevo rotto all'ultimo giorno era stata una sofferenza diversa".

Non eri neanche uscito dal Perù nel 2013, una ragione in più per voler arrivare a tutti i costi alla fine quest'anno...
"Soprattutto quando hai faticato tanto, e quest'anno sto davvero faticando tanto, non puoi neanche pensare di fermarti. Non ho fatto tutto questo per niente, ti ripeti, e questo ti aiuta ad andare avanti".

Al traguardo arrivi spesso di notte...
"Sì, la maggior parte delle tappe le ho finite di notte, con il buio, quantomeno. Ma tutto è partito dall'inizio. Le cose sono cominciate male fin dal primo momento. Il primo giorno la moto ha fatto una cosa strana. Avevo l'impressione che scaldasse, più del dovuto, e il secondo giorno sono andato piano, aspettando che il motore si raffreddasse. Ho diviso la mia acqua con la moto. Ho smesso di bere per mettere l'acqua del mio camel back nella moto e proprio per questo ho avuto un colpo di calore. E alla sera, quando sono rientrato al bivacco, mi hanno detto che avevo bruciato la testa e l'unica cosa che potevo fare era cambiare il motore".

Secondo giorno di Dakar e già un motore da cambiare...
"Per fortuna ne avevo uno, e solo uno, con me. Ma ero cotto, non avevo bevuto per tutto il giorno, mi muovevo lentamente e non ero lucido (tutto ciò accadeva al bivacco di San Rafael). Ho lavorato un po', ma malissimo, e alle 2 e mezza di mattina due amici sono venuti a vedere a che punto ero e mi hanno detto che non ci sarei mai riuscito. "Tra tre ore devi partire – mi hanno detto – e non hai ancora smontato il motore vecchio per metter su quello nuovo. Non ce la farai mai. Tieni questo e riparti con lo stesso motore". Mi sono sentito morire. Avevo fatto tutto per niente. Ho rimontato tutto quello che avevo già smontato sul vecchio motore, ma al momento della mia partenza non avevo ancora finito. Allora sono partito, ho preso la tabella e poi subito fuori dal controllo orario mi sono fermato e ho continuato a lavorare sulla moto. Sono partito un'ora e venti dopo".

E funzionava?
"E' proprio questo il buffo. Abbiamo fatto un tentativo perchè parlando con diversi meccanici mi hanno detto che poteva essere un problema derivante dal tappo del radiatore che non andava bene. Ed effettivamente l'ho cambiato e tutto si è sistemato".

Wow! (non riesco ad esclamare altro incantata dalla storia)
"Eh già, incredibile, vero? Folle! Ma quando ti manca la lucidità, per la troppa fatica, non ti rendi conto di nulla e pensi subito a cose più gravi. Nella mia mente mi ero detto la Dakar non poteva certo finire il secondo giorno ed ero pronto a cambiare il motore".

E da qui sono cominciate le notti in bianco?
"Sì, quella è stata la prima notte in bianco, a San Rafael. Il giorno dopo avevamo la prima parte della tappa marathon di San Juan e sono partito in ritardo e poi ho continuato a lavoricchiare sulla moto anche durante la speciale e sono arrivato ad un certo punto al blocco.."

Quale blocco?
"C'è stato un momento all'interno della speciale in cui hanno fermato i piloti in ritardo perchè non volevano che restassero dentro alla tappa con il buio, lo ritenevano troppo pericoloso, e quando sono arrivato io stavano proprio fermando gli ultimi piloti. Non avevano però ancora le idee molto chiare, e nell'attesa che decidessero cosa fare mi sono buttato per terra e mi sono addormentato all'istante. Quando mi sono risvegliato, non so quanto tempo dopo, ho chiesto che decisione avevano preso gli organizzatori, ma mi hanno risposto che ancora non sapevano nulla, ed allora sono ripartito. Ho giocato sul fatto che c'erano due vetture dell'organizzazione e l'equipaggio di una delle due mi ha detto, "se te la senti, puoi andare". E così ho fatto. Era un semaforo verde per me! Poco dopo ho trovato uno che mi ha detto di fermarmi ma io l'ho ignorato e ho fatto bene. Ho proseguito fino al bivacco ed è stata la cosa giusta perchè tutti gli altri piloti che si sono fermati sono stati messi fuori gara. La morale è che di tanto in tanto non bisogna obbedire".

E a che ora sei arrivato al bivacco marathon?
"Sono arrivato al limite, alla notte, ma è stato il giorno dopo che ho risentito della stanchezza e di tutto quello che avevo già passato".

Dal via della gara quante ore sei riuscito a dormire?
"Ho due notti bianche sulle spalle e nelle altre notti....non granchè!".

E poi c'è stata la tappa Chilecito-Tucuman...
"Ah sì, il giorno del gran caldo. Sono partito con il mio orario, senza ritardi, ma sulle dune non ho fatto granchè bene. Sembrava che non sapessi più guidare sulle dune. Mi sono fermato, mi sono asciugato un po', ma mi hanno raggiunto le auto ed anche i camion. Sono risalito in moto ma mentre andavo ho sentito un forte bruciore al sedere, ed anche alla schiena, alle gambe. Mi sono girato a guardare ed avevo perso il tappo del serbatoio posteriore e di conseguenza era uscita tutta la benzina e mi era colata addosso. Mi sono fermato subito, streap tease nelle dune (sorride al pensiero, ndr) e mi sono lavato con l'acqua del mio camel back. Con le mutande che ormai non servivano più a nulla ho creato un tappo di fortuna e ho chiuso il serbatoio. Sono ripartito ma non avevo più acqua da bere. Andavo piano perchè sapevo che non avevo acqua...Grazie al cielo ho trovato degli spettatori che mi hanno riempito il camel back di acqua fresca, ho mangiato qualcosa con loro, mi sono riposato e sono ripartito, ma era sempre tardi. Allora ho pensato che se fossi entrato nella seconda speciale avrei potuto riposare un po' e poi ripartire il giorno dopo per continuare. Ho cercato di accelerare un po' i tempi, ma ero stanco ed ogni tanto ero obbligato a fermarmi. Però sono riuscito ad uscire dalle dune ed una volta attaccato il rio sarebbe stato tutto più facile. Solo in quel momento un elicottero si è posato e mi ha detto che la seconda speciale era stata annullata. Ero così contento che ho pensato di fermarmi a riposare e ho fatto un grosso errore...".

Come mai un errore?
"Perchè pensavo di recuperare la stanchezza ed il caldo ed invece no, al contrario. Il caldo non calava ed io mi stavo completamente disidratando. E quando ho deciso di ripartire non ci sono riuscito. Ho dovuto aspettare che il sole calasse, verso le sette di sera e sono risalito in moto, ma ero disidratato. Per fortuna ho incontrato due auto mediche. Come prima cosa mi hanno detto di fermarmi a dormire lì con loro, ma io ho rifiutato. Fuori questione – ho detto – altrimenti non riuscirò a ripartire in tempo domani. Ed allora mi hanno proposto di viaggiare in convoglio con un gruppo che si stava costituendo, con altre moto, altre vetture. Si trattava solo di aspettare qualche minuto, che ho sfruttato mettendomi per terra a dormire. Ma il tempo passava e il convoglio non si componeva e alla fine intorno a mezzanotte il convoglio non si è più formato e io mi sono trovato in piena notte a 15 chilometri dalla fine. Se non mi fossi fermato con loro sarei già stato fuori dalla speciale".

E allora che cosa hai fatto?
"Ero arrabbiato perchè i miei fari non avrebbero illuminato abbastanza la pista per gli ultimi 15 chilometri ed allora i due Tango (le auto mediche, ndr) sono stati strepitosi. Una di loro è rimasta dov'era con le vetture ferme e l'altra mi ha fatto strada. E' partita davanti a me con i fari alti e io l'ho seguita, sfruttando la luce dei loro fari. E quando siamo arrivati al rio da lì ho continuato da solo. Sono uscito dalla speciale alle 3 e mezza di mattina".

Ma a quel punto c'era il trasferimento fino a Tucuman, 231 chilometri...
"Esatto, e io non me lo ricordavo più. Non solo era lunghissimo, ma era anche brutta la strada. Mi sono fermato a far benzina e ho trovato un divano, nell'ufficio del benzinaio, mi ci sono buttato sopra e mi sono addormentato. Un'ora dopo mi sono svegliato e ho preso la strada, brutta, tutte curve, in certe zone su sterrato, e quando sono finalmente arrivato al bivacco ho visto che stavano partendo le vetture. Ho preso il road book, mi sono girato e sono ripartito verso la partenza della speciale. Lì c'era il camion balai che mi aspettava, i commissari, i medici. Sono arrivato e mi hanno dato il via. Ho passato il controllo e mi sono fermato. Ho messo la moto sul cavalletto, ho bevuto un po' d'acqua, e la dottoressa del Balai mi ha proposto di farmi una flebo, per reidratarmi. Ho accettato e poi sono partito per arrivare alla sera, prima della giornata di riposo".

E finalmente ti sei riposato?
"Sì, era imperativo che mi riposassi, non potevo più continuare così, approfittando del mio fisico. Mi sono fatto una bella doccia, una buona colazione, un massaggio, una dormita senza mettere la sveglia. Mi sono messo a lavorare sulla moto intorno alle 14".

E dopo tutto questo parlare gli chiedo: ti piace questa Dakar?
"Ah sì, mi piace moltissimo, questa è una vera Dakar! - risponde senza esitare – ragione di più..". E non conclude la frase, è ovvio che intende... per arrivare fino in fondo.


di Elisabetta Caracciolo

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Sainz: "Niente di rotto, ma eravamo senza cinture"

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Carlos Sainz ed il suo copilota Timo Gottschalk arrivano al bivacco di Antofagasta in elicottero, verso le 16 e vengono accompagnati direttamente nella tenda medica. Timo ne esce quasi subito e rassicura tutti dicendo che sta bene. Per Carlos ci vogliono una decina di minuti in più.

Quando esce una macchina lo aspetta per portarlo al suo camper, al bivacco SMG. Lui è sorridente. C'è una piccola folla fuori che lo attende e lui chiede semplicemente: "Fatemi fare una doccia, e poi sono da voi". E così passano circa 15 minuti e poi Carlos Sainz esce dal suo camper e va incontro ai giornalisti. Zoppica un po', appoggia male il ginocchio sinistro.

Comincia a raccontare la sua storia e non può fare a meno di sorridere, perchè in effetti è un po' buffa... "Eravamo nel tratto di neutralizzazione fra le due speciali di oggi e siamo andati a cercare un po' di benzina perchè non ne avevamo abbastanza per coprire i chilometri che ci mancavano. Siamo usciti dalla strada del road book per cercare una stazione di servizio ed abbiamo fatto il pieno".

Poi si mette a ridere: "Non avevamo soldi per pagare la benzina, e abbiamo perso un po' di tempo per risolvere la cosa. Per questo siamo ripartiti poi velocemente e non so bene come sia accaduto, nel rimettermi sulla strada, una pista sterrata, in una curva mi è partita la macchina". Agita le braccia mentre spiega l'accaduto mimando quanto accaduto: "Stavamo allacciandoci ancora le cinture, eravamo senza casco, il tempo di rimetterci in ordine e mi è scappato il volante. E la macchina si è capotata due volte".

Niente di rotto sul corpo del campione del mondo spagnolo: "Hanno fatto un primo controllo e più tardi ne faremo un altro ma non ho niente di rotto, solo contusioni ed ovviamente un po' di dolore. La spalla, il braccio, il ginocchio". Sorride mentre spiega: "Non avevamo la cintura, neanche il casco, è stato un insieme di circostanze...Non puoi mai sapere quando ti capitano le cose". Sta bene e questo è l'importante : "Sto bene, mi sono trovato in situazioni peggiori nella mia carriera, e queste sono cose che possono accadere".

Continua a sorridere perchè in effetti un incidente del genere non deve davvero mai essergli successo nella sua vita. Sainz non stava lottando per la vittoria in questa Dakar. Aveva già avuto qualche problema nei giorni scorsi al suo Buggy SMG e la rottura del telaio ieri lo aveva relegato ancora più indietro in classifica: "E' una bella Dakar e tutto sommato il nostro team, piccolo e privato, ha dimostrato di essere in grado di competere e di dare del filo da torcere al team Mini. Grazie a Timo ieri eravamo riusciti a ripartire dopo aver rotto lo chassis (e gli scappa da ridere pensando all'ironia della sorte) ...il rally per noi era già finito. Però abbiamo fatto esperienza con il buggy, e stiamo lavorandoci sopra, non vado via da questa gara deluso".


di Elisabetta Caracciolo

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Dakar, Tappa 10, Auto: Al-Attiyah ok, Roma resiste

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La notizia del giorno per quanto riguarda le auto nella decima tappa della Dakar 2014 è senza dubbio il ritiro di Carlos Sainz. Lo spagnolo, ormai distanza nella classifica generale dopo la rottura di una sospensione nella speciale di ieri, ha detto definitivamente addio alla corsa per un incidente avvenuto nel tratto di neutralizzazione tra i due cronometrati previsti tra Iquique ed Antofagasta.

Il suo Buggy SMG è andato letteralmente distrutto in un doppio capottamento, ma fortunatamente sia il "Matador", che il suo navigatore Timo Gottschalk se la sono cavata solo con qualche graffio, ma senza grandi conseguenze.

Essendo Sainz uno dei personaggi più attesi, ovviamente il suo incidente ha calamitato l'attenzione, ma la corsa è andata avanti ed ha regalato una tappa importante per la classifica generale. Ad imporsi è stato Nasser Al-Attiyah, che con la sua Mini ha preceduto di quasi quattro minuti il compagno di squadra Stephane Peterhansel.

La speciale odierna però ha sorriso soprattutto a quest'ultimo, che ha recuperato ancora diversi minuti preziosi nei confronti dell'amico Nani Roma, terzo al traguardo. Ora i due portacolori del Team X-Raid sono separati da soli 2'15", quindi si giocheranno tutto nelle tre giornate conclusive della corsa.

Con la vittoria di questa decima tappa, Al-Attiyah intanto si è portato in terza posizione, mettendo circa mezzora tra la sua Mini e la Toyota di Giniel De Villiers, che a sua volta ha superato l'altra Mini di Orlando Terranova, autore di una prova incolore. A soli 46' dalla vetta, è chiaro per il pilota del Qatar si faranno sentire sempre di più i rimpianti per l'ora di penalità presa nella prima parte della corsa mancando un waypoint.

DAKAR 2014, Decima Tappa, 15/01/2014
Classifica generale Auto (primi dieci)

1. Roma/Perin - Mini - 38.52'57"
2. Peterhansel/Cottret - Mini - +2'15"
3. Al-Attiyah/Cruz - Mini - +46'01"
4. De Villiers/Von Zitzewitz - Toyota - +1.14'16"
5. Terranova/Fiuza - Mini - +1.14'36"
6. Holowczyc/Zhiltsov - Mini - +3.17'31"
7. Dabrowski/Czachor - Toyota - +4.03'57"
8. Lavielle/Garcin - Haval - +4.32'45"
9. Malysz/Marton - Toyota - +4.51'03"
10. Kaczmarski/Palmeiro - Mini - +5.33'54"


di Matteo Nugnes

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